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Email Marketing – Come accompagnare i Lead attraverso il Funnel

email marketing

L’email marketing altro non è che il direct marketing (cioè marketing diretto al singolo utente, personalizzato in base ai suoi interessi) fatto attraverso lo strumento delle email.

È uno degli strumenti più efficaci per costruire e alimentare la relazione con i clienti effettivi e potenziali.

Le email ci permettono di avere un contatto diretto e personale con l’utente; la personalizzazione, infatti, è ciò che caratterizza questo tipo di comunicazione ed è alla base di una efficace interazione.

Per far sì che l’interazione si verifichi, l’utente deve compiere un’azione ed è questo lo scopo di ogni comunicazione che inviamo per email. L’email non deve essere concepita come un’informazione asettica che giunge all’utente, ma come un qualcosa di interattivo.

Ogni frase, immagine o link contenuto nell’email deve essere studiato per invogliare a compiere un’azione, che non deve essere obbligatoriamente quella di comprare, ma anche soltanto di informarsi, chiedere, approfondire, essere a conoscenza di qualcosa.

E per far sì che chi riceve l’email tragga beneficio dall’azione che desideriamo fargli compiere, dobbiamo assicurarci che ciò che gli sottoponiamo sia di suo interesse.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale perché ci permette di intercettare subito il bisogno dell’utente.

Ad esempio, se so che il mio utente visita un articolo sul mio sito che parla di come scegliere i colori per fare personal branding, allora posso pensare di inviargli un’email che tratta dello stesso argomento, sottoponendogli magari un approfondimento correlato, oppure posso pensare di invitarlo a partecipare a un webinar o un evento legato a questo o, ancora, potrei dimostrargli come il mio servizio di consulenza sul personal branding possa fare al caso suo. 

Lo stesso ragionamento si può applicare agli e-commerce o ad altre tipologie di business. Tutto è personalizzabile, ma come?

Come faccio a capire quali azioni svolge l’utente sul mio sito e ad inviargli delle email correlate?

Per questo, ci viene in soccorso la marketing automation. Si tratta di software molto complessi ma soprattutto completi e facilmente integrabili con le più comuni piattaforme per costruzione di siti web. Sono completi di CRM (Customer Relationship Management, cioè uno strumento per la gestione del rapporto con i clienti) e sono davvero preziosi per segmentare i nostri utenti in base alle azioni svolte sul nostro sito web.

Inoltre, i software di marketing automation consentono di impostare delle regole automatiche per spedire delle email personalizzate, in base agli interessi dell’utente.

Indice dei contenuti

Quando si parla di email marketing non possiamo non parlare di lead nurturing.

Per lead nurturing si intende la creazione di una strategia di “nutrimento” delle lead. Si tratta di instaurare una relazione con il contatto, al quale si fornisce valore, cioè informazioni utili, chiare e semplici. Qualcosa che possa essere visto come un regalo dal brand all’utente, quindi totalmente gratis.

Lo scopo del lead nurturing è quello di alimentare una conversazione, stringere un rapporto con l’utente, così che impari a fidarsi di noi come azienda.

Forniamo qualcosa di utile in modo gratuito e distribuito su un arco di tempo più o meno lungo per dimostrargli che teniamo a lui, che vogliamo che rimanga con noi per sempre anche se non è intenzionato ad acquistare subito.

La maggior parte dei business, infatti, difficilmente riesce a trasformare una lead in cliente pagante al primo contatto che ha con il brand.

Ogni utente che viene in contatto con il brand entra in un funnel, definito dopo un’accurata strategia di growth marketing, da cui può uscire immediatamente, attraversare qualche step e poi uscire, oppure può arrivare fino in fondo alla conversione.

Il funnel o imbuto di vendita, infatti, è uno schema che ogni azienda può ipotizzare, per cercare di inquadrare l’utente in una fase ed accompagnarlo gentilmente verso la conversione.

Si tratta di un processo in alcuni casi veloce, in molti altri lento e per cui serve pazienza. Ogni lead ha i suoi tempi e l’azienda deve rispettarli senza forzare all’acquisto, con il rischio quindi di far allontanare la lead.

Il lead nurturing si inserisce perfettamente nel funnel, nella fase in cui il contatto compie l’azione di lasciare il suo indirizzo email. Serve, come abbiamo detto, ad instaurare una relazione inviando periodicamente contenuti utili come newlsetter, approfondimenti, materiali gratuiti come guide, webinar, video-corsi, manuali, oppure si può inquadrare tutto questo in sequenze educazionali attraverso la marketing automation, come vedremo tra qualche capitolo.

Il GDPR, o General Data Protection Regulation, regolamenta moltissimi aspetti che non possono essere sottovalutati da chiunque abbia un business online. Non soltanto il sito web è soggetto a questo regolamento, ma anche l’email marketing perché riguarda il trattamento dei dati personali degli utenti.

Alla base del GDPR c’è un principio fondamentale: se si trattano dati personali si è tenuti ad informare gli utenti delle finalità del trattamento (attraverso una privacy policy).

Nel caso dell’email marketing, infatti, noi raccogliamo uno o più recapiti (email, numero di telefono) e altri dati dell’utente attraverso dei form online, che possono essere di iscrizione alla newsletter, di contatto, per il download di e-book, iscrizioni a servizi e piattaforme, etc.

Nel momento in cui l’utente inserisce queste informazioni, dobbiamo fornirgli un link alla privacy policy che contenga queste categorie di informazioni esposte in modo dettagliato:

  • dati trattati;
  • modalità del trattamento;
  • finalità del trattamento (ad esempio invio di newsletter o analisi di mercato);
  • servizi di terza parte utilizzati;
  • diritti degli utenti in relazione ai loro dati;
  • come gestisci le richieste degli utenti in merito all’esercizio dei loro diritti;
  • effettivi strumenti di comunicazione utilizzati (email, posta etc.);
  • quali misure di sicurezza adotti.

Secondo il GDPR è obbligatorio ottenere il consenso informato dell’utente prima di iscriverlo alla newsletter, attraverso un processo in due fasi: il double opt-in.

Si tratta di informare l’utente (fornendo il link alla privacy policy), chiedere la spunta di una casella per mostrare il consenso all’iscrizione alla newsletter (opt-in) e poi inviare un’email in cui si chiede di nuovo il consenso, confermando di fatto il proprio interesse (double opt-in).

In questo modo, il processo fornisce al titolare del trattamento dei dati una prova del consenso espresso dall’utente, in pieno accordo con il Regolamento.

In tutto questo processo di double opt-in, la comunicazione con l’utente deve essere:

  • chiara (non ci devono essere dubbi riguardo al servizio a cui l’utente sta acconsentendo)
  • specifica (fornendo tutti i dettagli relativi al trattamento che verrà fatto dei dati, ad esempio se verranno ceduti a terzi)
  • facoltativa (il consenso deve essere libero e informato. La casella per prestare il consenso non può essere pre-spuntata e deve risultare chiaro che la spunta non è obbligatoria per proseguire)

Ad esempio, quando un utente si registra ad una piattaforma e-commerce o vuole scaricare una guida, deve essere libero di scegliere se iscriversi alla newsletter oppure no.

Per raggiungere il suo fine ed erogare il servizio richiesto (acquistare o ricevere la guida) l’iscrizione alla newsletter non è indispensabile.

Quindi, a fronte di una fisiologica perdita di lead dovuta alla mancata conferma dell’email di double opt-in, questa procedura costituisce anche una sorta di garanzia per il titolare del trattamento dei dati.

Infatti, non solo potrà facilmente tenere traccia dei consensi come richiede il GDPR, ma avrà la possibilità di costruire una lista contatti pulita, composta da utenti che sono realmente interessati a ricevere quelle comunicazioni, riducendo drasticamente la percentuale di cancellazioni e disiscrizioni dalla lista.

La modalità di costruzione della lista è anche uno dei fattori valutati dai filtri antispam che hanno il compito di proteggere gli utenti dal ricevere email indesiderate o potenzialmente pericolose.

Infatti, così come avviene per i siti web che vengono valutati dall’algoritmo di Google e dagli utenti, di cui viene analizzato il comportamento, anche l’invio di comunicazioni via email subisce una scrematura.

Anche per le email, i controlli sono due: il comportamento degli utenti che le ricevono e l’attività di controllo svolta dai servizi di posta elettronica.

L’obiettivo di chi fa email marketing è quello di ottenere valutazioni positive da parte di entrambi e, per questo, è necessario agire su due fronti:

  • dal lato tecnico è importante prendere tutti gli accorgimenti necessari a superare i filtri antispam imposti dai provider di posta elettronica (come delle buone norme per la stesura del copy)
  • lato utente, invece, è indispensabile comunicare contenuti appropriati e rilevanti per chi li riceve.

I filtri antispam hanno il compito di individuare le email potenzialmente “pericolose” perché ingannevoli o talmente frequenti da risultare fastidiose per l’utente, definite appunto spam o email spazzatura.

Ogni email etichettata come spam non giunge nella cartella principale di posta in arrivo ma in una cartella dedicata che, spessissimo, gli utenti non controllano.

Questo tipo di filtri sono applicati da tutti i provider di posta, anche se ognuno ha le sue regole. Alcuni sono più permissivi, altri molto rigidi e possono portare addirittura alla chiusura dell’account del mittente.

In linea generale, i servizi di posta prendono in considerazione 5 aspetti, per valutare se una comunicazione è spam o meno:

  1. l’indirizzo email da cui vengono spedite le comunicazioni. Meglio evitare, infatti, gli indirizzi email creati con servizi gratuiti, come Gmail, Hotmail, Libero, etc. L’ideale è creare un indirizzo con il nome del dominio del proprio sito web, come mario@nomesito.it/com/eu/etc. così che i provider possano riuscire ad individuare il mittente in modo univoco.
  2. il comportamento dei destinatari, cioè il tasso di apertura delle email (open rate), i click su link interni o segnalazioni come spam e disiscrizioni.
  3. la percentuale di email respinte, ovvero il bounce rate. Il bounce si verifica quando l’email non giunge a destinazione. È un “hard bounce”, quindi più grave, quando l’indirizzo email del destinatario è sbagliato o inattivo, è “soft bounce” quando l’email non può giungere al destinatario ad esempio perché ha la casella di posta piena.
  4. la modalità di costruzione delle liste di contatti. L’acquisto di liste di indirizzi email, infatti, è sconsigliato sia perché il più delle volte vengono rivenduti indirizzi obsoleti, sia perché molto spesso si tratta di lead di bassa qualità, non targettizzati per il business per cui vengono impiegati. La diretta conseguenza è un bounce rate alto o un’alta percentuale di disiscrizioni e segnalazioni.
  5. l’utilizzo di un indirizzo IP dinamico utilizzato precedentemente da uno spammer, la cui reputazione graverà anche sull’attuale utilizzatore. 

Il superamento dei filtri antispam e il rispetto del GDPR, uniti ad un’efficace strategia di email marketing, porterà facilmente all’instaurarsi di una relazione di lungo termine con il cliente o potenziale cliente.

L’obiettivo è quello di non disturbare la sua tranquillità ma porsi come un piacevole intermezzo durante la sua giornata.

Email Marketing – Tre tipi di email

Ogni business può servirsi di 3 diversi tipi di email, in base al contenuto da comunicare e al tipo di pubblico di cui si dispone: transazionali, manuali, workflow.

Tramite i più comuni software di email marketing, come Mailchimp o Send in Blue, è possibile spedire tutti e 3 i tipi di email ma, soprattutto per i workflow, servirsi di software più complessi come Sales Manago può essere la scelta ottimale, soprattutto in fase di crescita del business o con un database piuttosto consistente.

Infatti, i software di marketing automation consentono di andare ad impostare in modo più efficiente dei tag per ogni azione che il contatto compie, in modo da comprendere quali sono i suoi interessi, e targettizzare il più possibile il proprio database.

A quel punto, la comunicazione sarà automatizzata per il brand ma estremamente personalizzata che l’utente che sarà in grado di apprezzarla ancor di più.

Ecco le caratteristiche e alcuni esempi dei 3 diversi tipi di email.

Transazionali

Le email transazionali sono quelle comunicazioni innescate da un’azione compiuta dall’utente e sono totalmente automatizzate.

Si tratta, ad esempio, dell’invio di un’email di conferma dopo la registrazione dell’utente, oppure dell’email di riepilogo di un’ordine, o ancora dell’email con i dati di tracking di un pacco.

La loro caratteristica è la semplicità. Devono essere immediate, anche nella comprensione del messaggio, e veloci. Per questo devono essere inviate in automatico non appena si verifica la condizione stabilita.

Essendo delle comunicazioni di servizio, non è molto importante l’aspetto grafico. Anzi, più sono semplici e meglio è. Basta mettere in risalto il logo dell’azienda, inserire nell’oggetto il motivo dell’invio e riportare i dati più importanti nel corpo del testo.

Sono email particolarmente importanti perché, generalmente, quando vengono spedite l’utente ha già deciso di fidarsi di noi, almeno in parte (acquistando, contattandoci o iscrivendosi alla newsletter) quindi non dobbiamo assolutamente deluderlo.

Dobbiamo essere sintetici ma allo stesso tempo fornire tutte le informazioni più importanti, e soprattutto dobbiamo essere specifici, mettendo subito in chiaro l’obiettivo di quella comunicazione.

Ecco alcuni esempi da declinare in base al tipo di business, strategia di comunicazione, buyer personas e tone of voice, e da corredare di informazioni personali come il nome dell’utente, che puoi ricavare dal form di iscrizione.

Conferma indirizzo email

Questa email transazione ha come trigger l’ingresso della lead nel database. Per rispettare gli obblighi del GDPR, dobbiamo mettere in atto una procedura di double opt-in che consiste, come abbiamo visto, nell’invio di una email per chiedere la conferma dell’indirizzo.

L’obiettivo è quindi quello di far capire all’utente l’importanza di questa conferma al fine di poter ricevere le nostre comunicazioni. Lo si può incoraggiare anche ad inserire il nostro indirizzo tra i contatti così da non rischiare di perdere alcuni nostri messaggi importanti nella cartella Spam.

Per questo tipo di email è necessario creare una Thank You Page, cioè una semplice pagina di ringraziamento su cui può atterrare il contatto dopo aver confermato il suo indirizzo.

Esempio:

Oggetto: *Nome dell’azienda* – Conferma il tuo indirizzo email

Preview text: per ricevere le nostre comunicazioni

[Logo]

Ciao |NOME|,

grazie per aver scelto di iscriverti alla newsletter di *Nome dell’azienda*!

Per ricevere le nostre comunicazioni. ti chiediamo di

CONFERMARE IL TUO INDIRIZZO EMAIL 

[pulsante CTA con link alla Thank You Page]

Se vuoi essere sicuro di ricevere le nostre email e non perdere nessun aggiornamento, ti consigliamo di aggiungere il nostro indirizzo email tra i tuoi contatti!

Ti ricordiamo che, confermando il tuo indirizzo email, acconsenti a ricevere le nostre comunicazioni, incluse quelle di natura commerciale. [da declinare in base alla finalità dell’iscrizione e alla privacy policy]

Che cosa aspetti? Entra in *Nome dell’azienda* confermando il tuo indirizzo email. [con link alla Thank You Page]

A presto!

[Footer]

Conferma dell’ordine

Sia che tu venda servizi che prodotti, una volta che l’utente ha effettuato il pagamento dovrai inviare una conferma d’ordine, che serve a rassicurare il cliente che il suo denaro non è andato perduto ma che è in buone mani e che riceverà ciò per cui ha pagato.

In questa email, è importante fare un riepilogo dei prodotti o servizi acquistati, indicando le modalità di consegna (per i prodotti) o di fruizione (dei servizi).

È sempre bene inserire un numero d’ordine, così da poterlo rintracciare in caso di reclami, dubbi o domande da parte del cliente, e specificare una data prevista per la consegna.

Nei giorni successivi, è bene predisporre l’invio di email di aggiornamento sullo stato della spedizione, inserendo un link per il tracking. 

Succede spesso che il corriere a cui si affida il pacco non aggiorni il tracciamento fino al giorno successivo; in questi casi andrà specificato chiaramente che il link per il tracking mostrerà la posizione del pacco soltanto l’indomani, al fine di evitare lamentele da parte degli utenti.

In ogni caso, è indispensabile indicare uno o più mezzi di contatto per qualsiasi evenienza riguardo all’ordine, per creare un senso di trasparenza e infondere fiducia mostrandosi sempre reperibili in caso di problematiche.

Esempio email di conferma ordine:

Oggetto: Grazie per il tuo acquisto! Ordine n. 012345

Preview text: Ecco il riepilogo del tuo ordine

[Logo]

Ciao |NOME|,

siamo felici che tu abbia scelto *Nome dell’azienda* per i tuoi acquisti!

Ti confermiamo che abbiamo ricevuto il pagamento e che il tuo ordine sarà consegnato dal giorno GG/MM al giorno GG/MM.

Ecco un riepilogo.

Numero ordine: 012345

Prodotti acquistati:

  • *prodotto 1* xxx €
  • *prodotto 2* xxx €
  • *prodotto 3* xxx €
  • costi di spedizione xxx €
  • (eventuali costi aggiuntivi) xxx €

TOTALE xxxx €

Metodo di pagamento: Bonifico bancario/PayPal/Carta

Tracking: riceverai per email il link per monitorare lo stato del tuo ordine nei prossimi giorni, non appena il tuo pacco sarà affidato al corriere di riferimento.

Per qualsiasi domanda o informazione, puoi contattare il numero [numero dedicato] o scrivere a [indirizzo email dell’azienda]. Saremmo lieti di aiutarti a risolvere i tuoi dubbi.

A presto!

[Footer]

Esempio email di aggiornamento sull’ordine:

Oggetto: Tracking ordine 012345

Preview text: Ecco il link per verificare lo stato del tuo ordine

Ciao |Nome|,

siamo lieti di informarti che il tuo ordine numero 012345 è stato spedito.

Data di consegna prevista: GG/MM.

A questo link [www.corriere.it/n.ordine] puoi verificare lo stato del tuo ordine.

Ti ricordiamo che il corriere a cui è stato affidato il tuo pacco potrebbe impiegare fino a 24 ore per l’aggiornamento del tracking.

In caso di problemi o domande, puoi contattare il numero [numero dedicato] o scrivere a [indirizzo email dell’azienda]. Saremmo lieti di aiutarti a risolvere i tuoi dubbi.

A presto!

[Footer]

Carrello abbandonato

Più della metà degli utenti abbandona il proprio carrello senza effettuare l’acquisto.

Più tempo passa dal momento dell’abbandono e minore sarà la probabilità che il cliente decida di procedere con l’ordine.

Per non rischiare di perdere questa occasione, puoi contattare l’utente per incoraggiarlo a compiere l’azione. 

Molti studi dimostrano che la più alta percentuale di conversione si ottiene inviando un’email entro un’ora dall’abbandono del carrello. Naturalmente, la percentuale cresce notevolmente se si offre uno sconto o si azzerano i costi di spedizione.

Questo tipo di email consente di non sprecare nessuna occasione, tentando di mantenere un contatto con il cliente in un momento molto delicato, in cui deve decidere se fidarsi di noi o meno.

Per questo, è bene inserire in questo tipo di email degli elementi rassicuranti come dei simboli di pagamenti sicuri, testimonianze positive di altri clienti, ma anche ribadire le modalità di reso e rimborso.

Esempio:

Oggetto: Ehi! Hai dimenticato qualcosa nel carrello di *Nome dell’azienda*

Preview Text: Vieni a dare un’occhiata

[Logo]

Ciao |Nome|,

sembra che tu abbia dimenticato qualcosa nel carrello.

Ricorda che, acquistando entro X ore, hai diritto al 20% di sconto!

Non perderti questa occasione.

APPROFITTA SUBITO DEL TUO SCONTO

[Pulsante CTA con link diretto al carrello]

Sai che, se hai problemi con il prodotti ricevuti, puoi usufruire della nostra politica di reso o rimborso? Dai un’occhiata qui per saperne di più. [link alla pagina dei termini di reso e rimborso]

[Testimonianze]

[Footer]

Compleanno

Un altro tipo di email transazionale molto utilizzata perché particolarmente apprezzata dagli utenti, è quella di Buon Compleanno.

Si può inviare se si possiede la data di nascita degli utenti o clienti e si può sfruttare in diversi modi.

Molto spesso viene inserito nell’email un codice per usufruire di uno sconto in percentuale o con un valore fisso, da utilizzare sull’acquisto successivo, da effettuare entro una specifica data. Altre volte viene offerto un gadget o piccolo regalo che sarà caricato direttamente nel carrello, oppure si può sfruttare per portare l’utente in un negozio fisico, per ritirare il proprio regalo di persona.

Questo tipo di email, a differenza di quelle viste fino ad ora, è bene che sia più accattivante e coinvolgente per far sentire l’utente al centro dell’attenzione.

Si può, infatti, corredare di immagini di pacchetti regalo o a qualcosa che richiami al tema del compleanno, ma sempre tenendo conto della buyer personas a cui ci si rivolge.

Una tattica valida per ogni business, è quella di presentare il codice sconto sotto forma di carta regalo virtuale.

Naturalmente, nel caso di utilizzo di un codice sconto, è importante settare correttamente le regole di utilizzo in fase di generazione del codice e comunicarle al cliente, come la data di scadenza e la validità o meno sui costi di spedizione.

Per renderlo più facilmente memorizzabile, è consigliabile non utilizzare codici alfanumerici generati dal software ma scegliere una combinazione di lettere e/o numeri che sia coerente con il tema del compleanno.

Esempio:

Oggetto: Buon Compleanno! Anche noi vogliamo festeggiare con te

Preview Text: Ecco un piccolo regalo da parte di *Nome dell’azienda*

[Logo]

Ciao |Nome|,

Buon Compleanno!

Anche noi di *Nome dell’azienda* vogliamo festeggiare con te.

Per questo, abbiamo pensato che ti avrebbe fatto piacere ricevere uno sconto di 20€ per il tuo prossimo acquisto su *Nome del sito*.

Ecco per te un codice sconto da inserire nel carrello al momento del tuo prossimo ordine:

HAPPYB-DAY

Lo sconto di 20€ sarà conteggiato in automatico. Non è valido sulle spese di spedizione ed è spendibile entro il GG/MM.

VAI AL SITO PER USARE IL TUO REGALO

[link alla pagina di login del sito]

Ti aspettiamo!

[Footer]

Manuali o Broadcast

Le email manuali, dette anche broadcast, sono tutte quelle comunicazioni che vengono spedite a un alto numero di lead, come all’intero database o a singole liste, e non possono essere automatizzate.

In genere, infatti, le broadcast non sono innescate dal comportamento dell’utente come le transazionali e non attivano una sequenza.

Un esempio di email di tipo broadcast sono la newsletter, l’inizio dei saldi, il lancio di nuovi prodotti o servizi, ma anche l’apertura di nuove sedi e negozi o il restyling del sito web.

Vi rientrano anche comunicazioni più istituzionali, come l’inizio di un concorso a premi o di servizio, come il cambiamento della privacy policy. 

Graficamente, le broadcast sono più libere.

Per le comunicazioni più importanti è meglio mantenere uno stile più sobrio, mentre per altri tipi di comunicazione è possibile inserire immagini, gif animate e banner per richiamare a promozioni in corso.

La regola generale, però, è sempre quella di non esagerare né con troppi contenuti multimediali né con troppi colori e riempimenti.

Newsletter

La newsletter, per quanto abbia cadenza mensile o settimanale, non può essere considerata tra i tipi di email automatiche. Non si può inquadrare in una sequenza perché di volta in volta è necessario andare a modificare e/o aggiornare i contenuti manualmente.

Rimane possibile, però, automatizzarne l’invio programmando data e orario della spedizione.

A livello grafico, le newsletter possono presentare immagini dei prodotti, oppure foto che rimandano ai contenuti del blog linkati nell’email.

Anche se si preferisce optare per una newsletter di tipo educazionale e non promozionale, è bene inserire comunque un piccolo rimando sotto forma di banner, in fondo al testo, a promozioni o sconti in corso. 

Esempio:

Oggetto: I 10 migliori siti web per rimanere aggiornati sulla SEO

Preview text: I consigli di *Nome dell’azienda*.

[Logo]

Ciao |Nome|,

oggi parliamo di SEO e Content Marketing, due aspetti fondamentali di ogni strategia di marketing online.

[foto di copertina dell’articolo con link all’articolo]

I 10 migliori siti web per rimanere aggiornati sulla SEO

Abbiamo preparato per te un approfondimento dedicato interamente alla SEO, che contiene i migliori siti web e blog da tenere d’occhio per rimanere aggiornati sull’argomento.

Per lavorare in questo ambito, infatti, non solo è importante conoscere a fondo le principali tecniche, ma è anche indispensabile tenersi aggiornati, perché i cambiamenti e gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google sono all’ordine del giorno.

Leggi l’articolo per scoprire come rimanere aggiornato [link all’articolo]


Scrivere per il web

Non è affatto semplice mantenere l’attenzione 

di un utente online. Ecco come fare per scrivere [foto di copertina con link all’articolo]

in modo accattivante e persuasivo

per il web marketing.

Leggi l’approfondimento [link all’articolo]


Content Marketing: la strategia vincente

Hai aperto un blog o un sito web e adesso 

non sai quali contenuti pubblicare?

[foto di copertina con link all’articolo]       Crea la tua strategia vincente, con i consigli 

di *Nome dell’azienda*

Leggi l’approfondimento [link all’articolo]

[banner promozionale con offerta a scadenza]

[Footer]

Inizio dei saldi

Le broadcast per eventi o promozioni speciali generalmente riscuotono un buon successo.

In questi casi, è bene andare dritti al punto mostrando subito il vantaggio per l’utente senza dilungarsi troppo.

Nel caso in cui ci sia bisogno di ulteriori dettagli, la scelta migliore è comunque quella di essere sintetici e rimandare ad un approfondimento dedicato, sul proprio sito web.

Esempio:

Oggetto: Stagione di saldi! Le novità di *Nome dell’azienda*.

Preview text: Scopri che cosa ti aspetta nei nostri store!

[Logo]

Ciao |Nome|,

è in arrivo la stagione dei saldi

Non perderti le migliori occasioni negli store *Nome dell’azienda*. Sconti fino al 50%!

[foto di 4 capi d’abbigliamento con prezzo scontato e percentuale di sconto]

Scopri che cosa ti aspetta nei nostri store!

Promozioni valide fino al GG/MM

CTA: TROVA LO STORE PIÙ VICINO A TE

[link alla mappa]

Ti aspettiamo!

[Footer]

Email Marketing Automation – Workflow o sequenze automatiche

Per workflow si intende un flusso di email, definite anche come sequenze, che vengono inviate in automatico agli utenti.

In base al funnel ipotizzato per i propri utenti e clienti, si possono creare un gran numero di sequenze, attivate dai comportamenti degli utenti.

Infatti, nel momento in cui si vanno a creare le sequenze nei software di email marketing o, di marketing automation, è necessario specificare il trigger, cioè l’attivatore della sequenza.

Ad esempio, un trigger può essere anche soltanto l’ingresso dell’utente nel database, oppure il suo ingresso in una specifica lista, perché magari si è registrato ad un webinar o ha scaricato un e-book.

L’innesco di una sequenza, poi, può essere attivato anche manualmente dagli operatori, ad esempio in seguito ad una call conoscitiva con il potenziale cliente.

Le sequenze di email più utilizzate sono la sequenza educazionale, quella per l’offerta a scadenza e quella di upselling.

Ma anche delle email che possono essere viste come broadcast o transazionali possono essere inserite in sequenze più complesse.

Ad esempio, l’email di carrello abbandonato può costituire la prima email di una sequenza che punta a far tornare l’utente sul sito per completare l’acquisto.

Anche in questo caso, il consiglio è quello di non esagerare con le comunicazioni e di non tenere una frequenza d’invio troppo alta per non annoiare l’utente.

Le sequenze automatiche o workflow hanno la particolarità di avere un trigger di avvio e altri trigger che di volta in volta regolano l’invio delle email successive.

Ad esempio, è possibile strutturare una sequenza di carrello abbandonato composta da 3 email.

La prima viene inviata 1 ora dopo l’abbandono del carrello; la seconda può essere inviata il giorno dopo ma soltanto se l’utente non ha completato l’acquisto in quell’arco di tempo, e così anche per la terza che può essere recapitata anche 3 o 5 giorni dopo, sempre che l’utente non abbia ancora acquistato.

Le sequenze di email, comunque, sono piuttosto versatili. Man mano che si procede con l’invio delle email, si possono aggiungere motivazioni o incentivi pensati appositamente per convincere l’utente a compiere l’azione richiesta, come sconti, offerte particolari o la possibilità di prenotare una call con un operatore per chiarire eventuali dubbi.

Per quanto riguarda la grafica, le sequenze email sono una via di mezzo tra le email transazionali e quelle manuali.

L’ideale è non inserire più di una o due immagini, e che siano statiche. Mentre il testo deve essere abbastanza lineare e mettere in risalto le call to action.

Sequenza educazionale

Questo tipo di sequenza rientra nell’ambito del lead nurturing, perché consiste appunto in una serie di contenuti informativi inviati all’utente, al fine di creare una relazione con lui.

In genere, una sequenza educazionale viene attivata dall’ingresso della lead nel database, quindi la prima email deve coincidere con l’email di benvenuto e conferma dell’indirizzo.

Quando si crea una sequenza di tipo educazionale può essere utile gestirla come una sorta di rubrica o appuntamento fisso in cui il brand, di volta in volta, svela qualcosa in più o racconta una storia. In questo caso si può creare una certa aspettativa per la comunicazione successiva anticipandone l’argomento principale.

Lo storytelling è sempre più utilizzato dalle aziende per la creazione di sequenze educazionali, ma non è adatta a tutti i business. Ancora una volta dipende dal target, ma soprattutto dai contenuti che l’azienda riesce a sviluppare che devono essere interessanti e suddivisibili in più “episodi”.

Esempio

Email 1:

Oggetto: Benvenuto in *Nome dell’azienda*

Preview text: I tuoi esperti dell’investigazione

[Logo]

Ciao |Nome|,

grazie per averci scelto! *Nome dell’azienda* ti dà il benvenuto.

La nostra Agenzia è si occupa di investigazioni da oltre 50 anni. Sappiamo quanto sia

importante la riservatezza, in questo settore, e predisponiamo tutto il necessario affinché tu

possa sentirti tutelato.

Il nostro team è composto da professionisti, che impiegano le più moderne tecniche investigative e strumentazioni all’avanguardia, per fornirti le prove di cui hai bisogno e per fugare i tuoi dubbi.

Risolvi le tue preoccupazioni, conferma le tue certezze o smentisci i tuoi sospetti, per tornare a lavorare serenamente, con la sicurezza di aver fatto tutto ciò che era nelle tue possibilità, per proteggere il tuo business.

Sei curioso di sapere come lavoriamo e scoprire qualcosa in più su di noi?

CTA: CONFERMA IL TUO INDIRIZZO EMAIL

[link alla Thank You Page]

Confermando il tuo indirizzo email dichiari di voler ricevere le comunicazioni di *Nome dell’azienda* in materia di investigazioni, comprese le comunicazioni commerciali.

Conosci già i servizi che abbiamo predisposto per te? 

Ricorda di confermare il tuo indirizzo email [link alla Thank You Page], per scoprire i servizi di indagine per le aziende sul nostro sito web.

Un saluto

[Footer]

Email 2:

Oggetto: Abuso legge 104: come tutelarsi?

Preview text: Ecco come raccogliere le prove del reato

[Logo]

Ciao |Nome|,

Sospetti che un tuo dipendente stia abusando dei permessi legge 104?

Non di rado, si viene a scoprire che alcuni beneficiari utilizzano i benefici previsti dalla legge, per scopi diversi rispetto alla cura e assistenza di un familiare.

In questi casi, si configura un reato per truffa ai danni dello Stato e frode nei confronti del datore di lavoro.

Per tutelare la tua azienda e procedere al licenziamento, avrai bisogno di prove attestanti l’illecito.

CTA: Scopri come raccogliere prove dell’abuso dei permessi legge 104

[link all’articolo]

Un investigatore, oltre a fornire documentazione utilizzabile in tribunale, può anche essere chiamato a testimoniare in aula, portando le sue dichiarazioni davanti al giudice.

CTA: Ecco come un investigatore privato può aiutarti ad attestare l’illecito 

[link all’articolo]

A presto!

Email 3:

Oggetto: Dipendenti indisciplinati in smart working?

Preview text: Ecco cosa puoi fare

[Logo]

Ciao |Nome|,

Sei preoccupato che i tuoi dipendenti non stiano dando il 100%, perché lavorano in smart working?

Come datore di lavoro, ti sarai posto il problema di come verificare che tutti i tuoi collaboratori continuino a svolgere le proprie attività al meglio, anche lavorando da casa. 

Ci sono delle azioni che puoi intraprendere, per tutelare il tuo business, ma fai attenzione a non violare la privacy dei tuoi dipendenti, per non passare dalla parte del torto.

CTA: Ecco cosa può fare un datore di lavoro con uno smart worker indisciplinato

[link all’articolo]

Per non rischiare, affidati alla competenza di un investigatore privato, che ti saprà guidare su ciò che è permesso dalla legge e cosa, invece, è vietato.

Può anche raccogliere prove dell’illecito, utilizzabili in tribunale.

CTA: Ecco come può aiutarti un investigatore privato 

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Alla prossima!

Email 4:

Oggetto: Quando registrare una conversazione di nascosto non è reato

Preview text: Cos’è ammesso dalla legge e cosa è vietato

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Ciao |Nome|,

Sai che registrare una conversazione di nascosto non è reato?

La Corte di Cassazione afferma che, chi parla, accetta il rischio di essere registrato, e ciò rende legittima la registrazione di una conversazione all’insaputa dei partecipanti.

A patto, però, di prendere alcuni accorgimenti:

  • la conversazione deve essere registrata da una persona presente nella stanza;
  • non si può registrare in luoghi privati della “vittima”;
  • è vietata la pubblicazione a meno che non si abbia cura di alterare il suono e oscurare eventuali nomi.

Pensi di essere vittima di intercettazioni illecite o desideri tutelarti registrando una conversazione?

CTA: Scopri come farlo senza violare la legge

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Non rischiare di commettere un illecito o di non poter utilizzare la tua registrazione come prova in tribunale.

Affidati ai nostri esperti per tutelare la tua privacy, i tuoi interessi e ricevere tutte le informazioni che ti servono per farlo in sicurezza.

CTA: Ecco come fare per registrare una conversazione in modo lecito 

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Ti aspettiamo sul nostro sito web!

Sequenza Offerta

La sequenza offerta può essere strutturata in diversi modi, in base al tipo di business. 

Si può optare per una sequenza di offerta a scadenza, per creare un senso di urgenza. In questo caso, la prima email serve a presentare l’offerta e la data di scadenza, mentre la seconda e la terza email sono di reminder, man mano che ci si avvicina alla data ultima.

In alternativa, l’offerta può essere proposta anche in base alle categorie di prodotti o servizi a cui è interessato l’utente. Lo si può vedere in base ai tag che gli vengono attribuiti nel momento in cui entra nel CRM. Ad esempio, se l’utente è interessato ad un certo lead magnet, l’offerta inviata può essere inerente allo stesso argomento, così da essere sicuri di inviare una comunicazione inerente agli interessi del singolo utente.

In entrambi i casi, l’offerta può riguardare l’acquisto di un prodotto, oppure una prova gratuita sottoscrivibile per un tempo limitato, come in questo esempio.

Esempio:

Email 1:

Oggetto: Una sorpresa per te, da *Nome dell’azienda*

Preview text: Scopri di cosa si tratta

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Ciao |Nome|,

Visto l’interesse mostrato per *Nome dell’azienda*, abbiamo deciso di ringraziarti, offrendoti una prova gratuita dell’account Premium per 15 giorni

Non perdere questa occasione, per avere a disposizione tante altre funzionalità

Sei curioso di provarle tutte?

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Potrai sperimentare l’efficienza della nostra soluzione, pensata per risolvere i problemi più comuni per la gestione della tua azienda.

Hai qualche domanda sull’account Premium? Contattaci al seguente indirizzo: [indirizzo email del supporto]. Ti risponderemo il prima possibile!

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Email 2:

Oggetto: Passa a Premium gratis con *Nome dell’azienda*

Preview text: Scopri l’offerta!

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Ciao |Nome|,

Ci fa piacere averti nella nostra community, per questo vorremmo ringraziarti offrendoti una prova gratuita dell’account Premium per 15 giorni

L’offerta scadrà a breve non fartela scappare!

Potrai provare tutte le funzionalità riservate alla versione premium, per una migliore esperienza.

Vuoi conoscere quali sono?

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A presto!

Email 3:

Oggetto: -24h alla scadenza dell’offerta

Preview text: Diventa premium gratuitamente

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Ciao |Nome|,

Sta per terminare l’offerta a te dedicata! 

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L’offerta scadrà tra meno di 24 ore, non perderti questa opportunità!

Utilizza tutte le funzioni premium che mettiamo a tua disposizione gratuitamente, per scoprire un modo semplice ed efficace per gestire il tuo business. 

Non attendere altro, approfitta di questa offerta prima che scada!

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A presto!

Sequenza Upselling

Per Upselling si intende la vendita di ulteriori prodotti o servizi. La sequenza di upselling, in genere, si fa partire dopo qualche tempo dalla data di acquisto, ad esempio dopo un mese o due, ma tutto dipende da ciò che si vende.

L’obiettivo, infatti, è quello di permettere al cliente di godere del suo acquisto, apprezzarlo e fare le sue considerazioni riguardo al brand.

Se la valutazione generale del cliente sarà positiva, all’arrivo della prima email della sequenza il cliente sarà ben disposto ad ascoltare il nostro messaggio.

Lo scopo della creazione di una sequenza non è solo quello di offrire diverse soluzioni ai possibili bisogni dell’utente, ma anche quello di rimanere nella sua mente più a lungo, così da dargli il tempo di maturare una decisione d’acquisto.

Esempio:

Email 1:

Oggetto: Sai che cosa starebbe benissimo con il tuo ultimo acquisto?

Preview text: Scopri che cosa abbiamo pensato per te

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Ciao |Nome|,

Sei rimasto soddisfatto del tuo ultimo acquisto?

Speriamo che i nostri pezzi d’arredo possano essere funzionali per te e che possano accompagnarti per moltissimi anni.

Sai che cosa starebbe benissimo con il tuo ultimo acquisto? I complementi d’arredo che abbiamo selezionato per te si intonano perfettamente con questo stile. 

Sei curioso di scoprire che cosa ti suggeriamo?

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L’effetto di questo abbinamento è un’esplosione di colori e di luce, ideale per portare luminosità anche negli ambienti meno esposti al sole.

Sperimenta queste soluzioni e, vedrai, ti chiederai che aspetto avesse la tua casa prima!

Hai qualche domanda o desideri il supporto di un arredatore? Contattaci al seguente indirizzo: [indirizzo email del supporto]. Ti risponderemo il prima possibile!

Ti aspettiamo sul nostro sito web!

Email 2:

Oggetto: Liberati del mobilio di troppo con il servizio SvuotaCantine

Preview text: Scopri come prenotarlo

[Logo]

Ciao |Nome|,

Tutti noi abbiamo in cantina, in garage o in casa qualche vecchio mobile che non ci serve o non ci piace più. Ce ne vorremmo liberare ormai da anni, ma la pigrizia prende il sopravvento.

Noi di *Nome dell’azienda* ti capiamo! Per questo abbiamo attivato il servizio SvuotaCantine.

Per usufruirne, puoi prenotare il ritiro dei tuoi vecchi mobili direttamente online, in pochi click, nel giorno e orario che preferisci!

Non rimandare ancora.

CTA: Prenota un appuntamento

[link alla pagina della prenotazione]

In poche ore avrai liberato spazio e potrai riappropriarti dei tuoi spazi, senza faticare.

Saranno i nostri ragazzi ad occuparsi di smontare il mobilio e a trasportarlo nei centri di smaltimento predisposti.

Basta con le cianfrusaglie con il servizio SvuotaCantine!

Hai qualche domanda sul servizio? Contattaci al seguente indirizzo: [indirizzo email del supporto]. Ti risponderemo il prima possibile!

Ti aspettiamo!

Email Marketing – Come scrivere un’email

Scrivere il contenuto di un’email è un’operazione a cui prestare particolare attenzione.

Dopo tutto l’impegno e gli sforzi impiegati nella costruzione del tuo database tramite la raccolta di lead, non vorrai certo trascurare l’interazione con i tuoi contatti.

Ogni comunicazione che inviamo, infatti, deve essere attentamente studiata, al fine di risultare utile e interessante per chi la riceve, così da non finire direttamente nel cestino o, peggio, di portare alla disiscrizione dalla lista.

Gli elementi che compongono un’email sono diversi, si va dal vero e proprio contenuto testuale (detto body) all’oggetto, forse la porzione di testo più rilevante in assoluto in un’email.

Ogni porzione va creata prendendo qualche accorgimento, come vedremo tra poco. L’importante, però, è che l’obiettivo finale della comunicazione che giunge all’utente tramite email sia uno soltanto.

Il messaggio che inviamo deve essere univoco, così come l’azione che chiediamo di compiere all’utente.

Un’email con più richieste, ad esempio “Scopri la nuova collezione” e “Lasciaci una recensione” non è efficace. Il ricevente non si focalizzerà su nessuna delle due, con il risultato di non compiere nessuna azione.

Meglio, in questo caso, inviare due diverse email, ognuna focalizzata su un messaggio diverso.

Un discorso a parte, lo merita l’inserimento a fine corpo del testo di un contatto (email o numero di telefono) in caso di dubbi o domande. Ma il consiglio è quello di non inserirlo sotto forma di pulsante, bensì lasciarlo in forma testuale, magari sotto forma di link.

In questo modo risulterà comunque presente ma meno evidente e metterà in risalto la disponibilità dell’azienda a risolvere ogni questione.

Oggetto

L’oggetto dell’email è quella breve frase che compare nella casella di posta del ricevente, insieme al nome del mittente.

Si tratta sicuramente della porzione dell’email che più impatta sul tasso di apertura perché molto spesso succede che il destinatario valuti se aprire l’email o meno proprio dall’oggetto.

La maggior parte delle volte un’email finisce direttamente nel cestino senza neanche essere aperta perché l’oggetto non è rilevante, interessante o accattivante per chi la riceve.

Ecco perché è così importante scegliere bene le parole dell’oggetto, così da non sprecare una grande opportunità per creare un legame con l’utente e accompagnarlo verso l’azione che desideri fargli fare.

Nello scrivere l’oggetto devi tenere bene a mente che:

  • le prime 3-4 parole sono quelle su cui il lettore focalizza maggiormente l’attenzione. Quindi inserisci all’inizio dell’oggetto i concetti più importanti. Se l’argomento lo permette, inserisci anche un numero per dare l’idea di qualcosa di più immediato e pratico. Ad esempio: “5 consigli per migliorare il CTR delle tue email”.
  • deve essere breve, chiaro ed esplicito. Hai soltanto pochi secondi di attenzione da parte del destinatario, non sprecarli in giri di parole e vai dritto al punto. Inoltre, ricorda che la maggior parte dei client di posta non mostra più di 50-60 caratteri. Se il tuo oggetto è più lungo rischi che sia troncato e quindi meno efficace. Meglio togliere tutto ciò che è superfluo per accorciarlo il più possibile.
  • è meglio che sia scritto alla fine, dopo aver steso almeno una prima bozza del body. Questo ti aiuterà a focalizzare l’attenzione sul messaggio principale e ad essere più conciso. Vale lo stesso principio dei titoli per gli articoli di blog.
  • evita le parole Spam, soprattutto nell’oggetto ma anche nel body dell’email. Si tratta dei termini più usati da chi invia email in modo massimo a scopo pubblicitario o per dei veri e propri tentativi di truffa. Ad esempio: gratis, soldi, compra ora, solo per oggi, affrettati, sicuro, garantito, clicca qui e simili. Anche le parole scritte in maiuscolo sono da evitare perché molto utilizzate nelle email di Spam.
  • presta attenzione alle emoji. Per rivolgersi ad un target composto da giovani con argomenti frizzanti e di tendenza si può anche inserire un emoji nell’oggetto, ma non è assolutamente adatta a tutti i tipi di target. Quindi, prima di farlo mettiti nei loro panni e valuta se a te piacerebbe ricevere un’email con un oggetto di questo tipo. Inoltre, non utilizzarne mai più di una e se sei nel dubbio, evita.
  • sfrutta le tecniche di persuasione. Sono molto utilizzate nel marketing per fare leva su alcuni aspetti psicologici in grado di aiutare la conversione.

Ecco alcuni esempi di leve della persuasione che più spesso vengono applicare all’email marketing e anche all’oggetto delle email:

  • Esempi leva della Simpatia/Curiosità: molto efficace ma con cui è meglio non esagerare. Il consiglio è quello di rimanere sempre coerenti con il brand, il messaggio e lo stile comunicativo.

“Che piani hai per il weekend?”

“Sai qual è il Social Network che sta spopolando in Cina?”

  • Esempi leva dell’Autorevolezza: siamo naturalmente portati a credere di più a chi reputiamo più esperto di noi in un certo settore. Rientra in questa leva anche lo storytelling, quindi ben vengano storie di vita e testimonianze.

“Come ho fatto a diventare un influencer in 3 mesi.”

“La storia di Monica, che ha mollato tutto per un sogno.”

  • Esempi leva della Scarsità: funziona perfettamente nell’email marketing promozionale. Ma fai attenzione a non utilizzare sempre questo stratagemma altrimenti il tuo pubblico tenderà a non crederti più.

“Ultimi 10 posti disponibili per l’evento più atteso dell’anno.”

“Limited Edition collezione Primavera: i modelli più venduti.”

Preview text

Il preview text o sommario è quel breve testo che compare subito dopo l’oggetto dell’email, nella Posta in Arrivo. L’utente può visualizzarlo insieme all’oggetto prima di aprire l’email ma non tutti i client di posta lo mostrano.

Infatti, non è obbligatorio inserirlo ma è consigliabile farlo perché, altrimenti, l’email provider mostrerà in automatico le prime parole del body.

Quindi perché non sfruttare al meglio anche questo spazio? Magari inserendo una Call To Action che sproni il lettore ad aprire l’email e a leggere.

Valgono le stesse regole dell’oggetto, con l’accortezza che si deve trattare di una frase di senso compiuto che possa completare e aggiungere qualcosa ai concetti espressi dall’oggetto. Quindi non ripetere le stesse cose ma aggiungi ciò che può essere interessante.

Per il preview text non c’è una lunghezza massima; ogni client di posta mostra un numero di caratteri diverso e la porzione visualizzata dipende anche dalla lunghezza dell’oggetto.

Il consiglio, quindi, è quello di mantenere un basso numero di caratteri, che non sia superiore a quello dell’oggetto.

Body

Il body o corpo del testo di un’email deve contenere qualcosa di utile per chi lo riceve.

Grazie al lead tagging possiamo individuare facilmente quali utenti sono interessati ad una certa categoria di argomenti, prodotti o servizi e, in base a queste informazioni, inviare una comunicazione mirata ed efficace.

Per fare in modo che il messaggio sia recepito dal destinatario, dobbiamo inviare email semplici da leggere, chiare e, se possibile, originali.

Così non passeranno inosservate ma l’utente potrà facilmente ricordare l’argomento ed, eventualmente, tornare a leggere quell’email in un altro momento, magari quando è pronto alla conversione.

Per rendere un’email facile da leggere, dobbiamo lavorare su due punti principali: la lunghezza del body e la sua formattazione.

Ricordando sempre che l’attenzione del lettore verso le nostre comunicazioni via email è di breve durata, è meglio essere concisi e andare dritti al punto. Inoltre, scrivere frasi brevi, lasciare respiro al testo con spazi bianchi ed utilizzare grassetti ed elenchi puntati è sicuramente una buona pratica.

Questo vale per tutti i tipi di email che si desidera inviare, dalle transazionali alle broadcast fino alle sequenze automatiche.

Per quanto riguarda le newsletter, spesso, si tende a caricarle di immagini, grafiche e Gif di ogni tipo.

Trattandosi di email più vivaci e che puntano sulla novità potrebbe anche essere una scelta sensata, ma è bene ricordare che non dobbiamo esagerare.

Per prima cosa, troppe immagini e Gif rispetto alla quantità di testo mettono in allerta i filtri antispam. 

Infatti, mai inviare un’email composta soltanto da un’immagine, per prima cosa perché potrebbe finire nella Posta Indesiderata e poi perché alcuni client di posta bloccano il download delle immagini e se non è l’utente ad accettare manualmente di visualizzarle, il risultato sarà un’email completamente vuota.

Nel caso in cui ci sia bisogno di approfondimenti che non è possibile fare nel body per evitare di inviare un’email troppo lunga, è sempre bene inserire dei link nel testo che rimandano a risorse online, così da arricchire la lettura e rimandare, in ogni caso, a visitare il sito web.

Per quanto riguarda i link nel corpo del testo dell’email, è meglio evitare link numerici o accorciati (ad esempio con servizi come bitly.com) perché non sono ben visti dai filtri antispam, come non è consigliabile rimandare a siti diversi rispetto al proprio.

Call to Action

La CTA o Call To Action si inserisce, generalmente, in fondo all’email, ma se questa è lunga allora è meglio inserirne una anche a metà del testo, così da non costringere il lettore a scorrerla fino in fondo per compiere l’azione.

Nel caso di due o più CTA nell’email, è consigliabile ricordare ogni volta qual è il motivo o il vantaggio per cui l’utente dovrebbe compiere quell’azione. 

Ad esempio:

Per risparmiare il 15% sul tuo prossimo acquisto,

(Pulsante CTA) RICHIEDI IL TUO BUONO SCONTO (link alla pagina per visualizzare e scaricare il buono sconto)

In questo caso il vantaggio è, appunto, il risparmio.

Immagini

Come abbiamo già accennato, in ogni email è necessario un corretto bilanciamento tra immagini e testo sia per renderlo leggibile che per superare i filtri antispam.

Inoltre, si possono sfruttare strategicamente pensando all’effetto che hanno sul lettore.

L’immagine di un occhio, infatti, attira lo sguardo, mentre inserire una freccia rivolta verso il basso stimola l’utente a scorrere in quella direzione.

In base alle informazioni che abbiamo sui destinatari, potremmo anche pensare di differenziare la comunicazione anche tramite le immagini.

Facciamo l’esempio di un’azienda che vende abbigliamento da donna. Potrebbe inviare un’email ai contatti nel database che hanno un’età compresa tra i 20 e 40 anni con un’immagine di una donna che presenta un capo d’abbigliamento in questa fascia d’età.


E poi inviare la stessa comunicazione alla fascia 40-60 modificando l’immagine e adeguandola all’età dei contatti che la riceveranno.

Sicuramente, una differenziazione di questo tipo permette a chi apre l’email di immedesimarsi più facilmente e di essere più coinvolto.

Una volta inserite le immagini, è bene fare una prova d’invio verso un nostro indirizzo email e controllare la visualizzazione sia su desktop che da mobile ed eventualmente fare qualche aggiustamento.

Poi si può procedere con un tool spam checker, che è in grado di controllare l’oggetto, il contenuto e le immagini per avere un’idea della percentuale di successo per l’invio. Se questo tipo di tool individua delle criticità allora è bene andare a modificare per evitare di finire direttamente nella cartella della Posta Indesiderata.

Il test si può fare con uno dei tanti strumenti in circolazione, anche free, come mail-tester.com

Una raccomandazione: ogni immagine inserita nell’email deve essere preventivamente caricata sul dominio del proprio sito web, per evitare di insospettire i filtri antispam. Infatti, è pratica comune di chi invia Posta Indesiderata quella di inviare immagini prese da altri siti web.

Anche il footer di un’email è importante e la maggior parte delle piattaforme per l’email marketing consentono di crearne uno standard ed aggiungerlo a tutte le email inviate, così da non doverlo più modificare.

Nel footer devono essere presenti alcune informazioni obbligatorie e altre consigliate al fine di rassicurare l’utente e fornire tutti i dettagli del mittente. Ecco quali:

  • il Permission Reminder. Non obbligatorio ma è una buona prassi inserirlo. Infatti, capita spesso che un utente si iscriva alla newsletter di un sito e poi si dimentichi dell’azienda, segnalando come Spam tutte le email che gli arriveranno. Per cercare di arginare questo fenomeno, puoi aggiungere al Footer una breve frase per spiegare come mai l’utente riceve queste email, ad esempio: “Ricevi questa email perché ti sei iscritto al sito Seo Blog Services o a siti partner.
  • i Dati di contatto. Si tratta di dati obbligatori, in sostanza gli stessi che devi indicare nel footer del tuo sito web, come Ragione Sociale, Sede e indirizzo, Partita Iva. Puoi aggiungere anche un numero di telefono o un’email e, eventualmente, anche il tuo logo.
  • la Privacy Policy. Altro dato obbligatorio è il link all’informativa sulla privacy per permettere all’utente di verificare come utilizzi i suoi dati.
  • il Link per la Disiscrizione. Non soltanto è obbligatorio per essere in linea con il GDPR, ma può aiutare a migliorare la tua reputazione e a non finire tra lo Spam. Infatti, con questo link, chi non desidera ricevere più le tue comunicazioni può tranquillamente disiscriversi, senza doverti segnalare come Posta Indesiderata.
  • i pulsanti ai Canali Social aziendali. Naturalmente non è obbligatorio, ma se hai dei canali Social curati perché non inserirli?
  • l’invito ad aggiungere il mittente alla rubrica. Le email di un mittente aggiunto alla rubrica più difficilmente finiscono in Spam, quindi perché non chiedere al destinatario di aggiungere anche il tuo indirizzo? Basta una piccola frase di invito all’azione come: “Aggiungi info@seoblogservices.it alla tua rubrica per essere sicuro di non perdere le nostre comunicazioni.”

Audit e ottimizzazione campagne email marketing

Per monitorare l’andamento delle campagne di email marketing è necessario andare a valutare e confrontare i risultati portati da ogni email inviata. 

Per poterci riuscire, la maggior parte delle piattaforme di email marketing mette a disposizione una serie di strumenti e di kpi (key performance indicator = indicatori chiave di performance) che possono essere davvero utili sia in una fase iniziale, per comprendere ciò che funziona meglio con il target a cui ci rivolgiamo, che in una fase più avanzata per migliorare sempre di più i risultati ottenuti.

I requisiti minimi che deve avere una piattaforma di email marketing per poter fare l’audit dell’attività di email marketing sono:

  • la gestione del database in liste e gruppi, con la possibilità di profilare gli utenti non appena entrano nel database;
  • la presenza di un layout responsive, cioè in grado di adattarsi automaticamente alla grandezza dello schermo (desktop, tablet, mobile);
  • la presenza di statistiche e informazioni dettagliate sia sui singoli invii che su intere campagne;
  • la possibilità di fare A/B Test (li vedremo nel dettaglio poco più avanti);
  • l’integrazione con altri software per poter monitorare gli invii anche tramite altri tool o arricchire il body dell’email ad esempio con schede prodotto caricate in automatico dall’e-commerce.

Ci sono, poi dei kpi che possiamo tenere d’occhio durante l’audit per email marketing, da confrontare con le metriche provenienti dalle campagne successive all’ottimizzazione, per comprendere se le modifiche che abbiamo fatto stanno portando nella giusta direzione o meno.

Ecco i principali:

  • Tasso di apertura o Open Rate: indica il numero di email aperte rispetto al totale di quelle recapitate al destinatario. 

Si calcola con: (N° di email aperte / N° di email recapitate) x 100

Puoi migliorarlo lavorando su Oggetto e Preview Text.

  • Tasso di click o Click-Through Rate (detto anche CTR): indica il numero di click sui link nel body rispetto al totale di email recapitate. 

Si calcola con: (N° di click / N° di email recapitate) x 100

Puoi migliorarlo lavorando sulla posizione, grandezza, colori e copy dei pulsanti e dei link che inserisci in ogni email.

  • Tasso di rimbalzo o Bounce Rate: indica la percentuale di email che non possono essere recapitate per qualche motivo. Si parla di Soft Bounce quando, ad esempio, l’email non può essere recapitata perché il destinatario ha la casella di posta piena (per questo tipo di bounce, in genere, le piattaforme di email marketing tentano un nuovo invio qualche giorno dopo). Mentre l’Hard Bounce si verifica quando l’indirizzo email del destinatario è sbagliato o non è più attivo. 

Si calcola con: (N° di email non consegnate / N° di email inviate) x 100. In genere è la piattaforma di email marketing stessa ad indicare quale sia la percentuale di Hard Bounce e quale quella di Soft Bounce. 

L’Hard Bounce influisce negativamente sulla reputazione dell’indirizzo del mittente. Quindi, per non rischiare di finire in Spam, è consigliabile ripulire periodicamente le liste ed evitare di acquistarle.

  • Tasso di disiscrizione o Unsubscribe Rate: indica quanti utenti si disiscrivono dalla lista. 

Si calcola con: (N° di utenti disiscritti / N° di email inviate) x 100

Un Tasso di disiscrizione intorno al 2% è fisiologico, se dovesse aumentare prova a variare la frequenza d’invio. 

  • Tasso di conversione o Conversion Rate: indica quanto sono stati efficaci i messaggi che hai veicolato ai tuoi destinatari tramite email. Si differenzia dal tasso di click perché il CTR riguarda il click sul link nell’email che, di solito, porta ad un’altra pagina in cui svolgere una determinata azione come acquistare, scaricare una risorsa, iscriversi a un webinar, etc. Mentre il Conversion Rate indica esattamente il compimento dell’azione richiesta, quindi quante persone non soltanto hanno cliccato sul link ma hanno anche portato a termine l’azione.

Si calcola con: (N° di utenti che hanno completato l’azione / N° di email recapitate) x 100

Questo kpi non viene mostrato dalle piattaforme di email marketing ma puoi ricavarlo da strumenti come Google Analytics grazie all’utilizzo degli UTM (vedremo tra poco di che cosa si tratta)

A/B Test nell’Email Marketing

Gli A/B Test sono in assoluto il metodo più immediato ed efficace per confrontare due o più versioni di una stessa email e comprendere quale ha maggiore effetto sullo stesso target.

La maggior parte delle piattaforme di email marketing dà la possibilità di attivare degli A/B Test. Questa funzionalità consiste nel creare due versioni o più versioni di un’email ed inviarle contemporaneamente ad una stessa lista.

Il 50% dei contatti che fanno parte di questa lista riceverà la versione A dell’email, il restante 50% si vedrà recapitata la versione B.

Confrontando i kpi visti sopra tra le due versioni, sarà facile capire quale delle due ha portato maggiori risultati ed utilizzare quella stessa impostazione per la comunicazione successiva.

Una strategia di email marketing basata sugli A/B Test vedrà, nel tempo, un continuo miglioramento delle prestazioni.

Naturalmente, non è obbligatorio creare soltanto due versioni della stessa email, ma anche di più. L’importante è non esagerare con le varianti soprattutto se la lista non è molto popolata di contatti.

Allo stesso modo, non è indispensabile dividere la lista a metà per svolgere questo test. Si può optare per uno split in 60%-40% oppure 70%-30% o ancora, nel caso di tre versioni, fare un 60%-20%-20%.

Dipende tutto da quanto conosci il tuo target. Se sai che una versione sarà più apprezzata puoi alzare la percentuale della lista a cui inviarla, senza toglierti la possibilità di testare una nuova soluzione, anche se soltanto parzialmente.

La regola, per gli A/B Test, è quella di differenziare poco le versioni per evitare di complicare eccessivamente l’analisi dei risultati.

In genere, infatti, un A/B Test si fa creando due o 3 versioni dell’oggetto dell’email, oppure modificando nella versione A il colore del pulsante, nella versione B la posizione e nella versione C il copy.

Il consiglio è quello di testare di volta in volta una porzione diversa dell’email, in modo da verificare qual è la combinazione migliore per il proprio target.

Molto frequente, è anche l’A/B Test sulla frequenza di invio delle email, oppure sull’ora e il giorno di invio, per verificare se in un determinato lasso temporale i destinatari rispondono meglio o meno.

Tracciare le conversioni con gli UTM

Gli UTM sono dei parametri che si possono aggiungere agli URL del nostro sito web per tracciare più facilmente azioni e conversioni che sono avvenute sul sito.

Servono a comprendere, da Google Analytics, da quale canale arriva quella singola azione o conversione.

Ad esempio, possono essere usati gli UTM per le campagne SEM (gli annunci a pagamento su Google) oppure per differenziare quali conversioni arrivano da post organici e quali dai post a pagamento sui Social Media.

Ma gli UTM si possono applicare anche all’email marketing.

Impiegare gli UTM consiste nell’aggiungere una serie di parametri ad ogni URL che inseriamo nell’email, sia sotto forma di semplice link ipertestuale che sotto forma di pulsante cliccabile.

Ad esempio, ci potrebbe permettere di capire da Google Analytics che quella determinata azione è stata compiuta sulla pagina “Articolo-2” del mio sito da qualcuno a cui abbiamo inviato l’email (e quindi non arriva da una ricerca organica né da advertising né dai Social) della newsletter di Maggio e che ha cliccato sul secondo link dall’alto che riportava la scritta “Leggi l’articolo”.

Tutto ciò si potrebbe facilmente comprendere da un URL di questo tipo:

https://www.seoblogservices.it/articolo-2/newsletter/email/maggio/leggi-larticolo/link-2

Se invece di inserire il link alla pagina di destinazione così com’è sul tuo sito web, inserisci un URL personalizzato creato tramite lo strumento gratuito di Google Campaign URL Builder, avrai tutte queste informazioni direttamente da Google Analytics.

Analizziamo nel dettaglio ogni porzione dell’URL:

  • URL del sito: in questo caso il link all’articolo: https://www.seoblogservices.it/articolo-2/
  • Sorgente: cioè da dove arriva la persona che approda sul sito. Può essere Google, Facebook, newsletter, etc. In questo caso: newsletter
  • Mezzo: cioè se si tratta di un post organico o a pagamento o, ad esempio, di un’email. In questo caso: email
  • Campagna: sarebbe bene far coincidere questo parametro con il nome della campagna email che abbiamo creato oppure con quello della campagna Facebook o Google Ads, così da poter trovare rapidamente il post o l’email sulla relativa piattaforma. In questo caso, si trattava della Newsletter di Maggio quindi il nome della campagna era Maggio: maggio
  • Termine: questo parametro viene utilizzato principalmente quando si usano gli UTM per le campagne a pagamento su Google, per indicare la kw che fa attivare l’annuncio. Ciò non toglie che possiamo utilizzarlo anche in altri casi, come ad esempio per indicare il copy della Call To Action: leggi-larticolo 
  • Contenuto: si tratta del parametro da utilizzare in due casi principalmente. O per differenziare due link che portano allo stesso url, ad esempio uno inserito in un’immagine e uno inserito come pulsante, oppure come nell’esempio sopra, per identificare l’esatta posizione del link. In questo caso il secondo link dall’alto: link-2

Se in ogni email andiamo ad inserire anche soltanto i primi 3 parametri (che sono quelli obbligatori per poter costruire un URL con l’URL Builder) avremo un quadro estremamente chiaro di chi arriva sul nostro sito web, che cosa fa e da dove arriva.


Non solo, potremmo sfruttare queste informazioni incrociandole con quelle fornite dalle piattaforme per l’email marketing, per scoprire che, ad esempio, il secondo link è quello che converte di più in assoluto. Quindi sarà sufficiente provvedere a piazzare in quella posizione le offerte o le azioni che ci interessano maggiormente.