Vai al contenuto
Home » Come funziona un motore di ricerca? Comprendere la SEO

Come funziona un motore di ricerca? Comprendere la SEO

come funziona un motore di ricerca

Lavora sul posizionamento organico del tuo sito, migliorando la percezione che ha di te l’algoritmo.

Chiunque decida di aprire un sito web, che sia personale o aziendale, non può esimersi dal comprendere come funziona un motore di ricerca, perché proprio da questo dipenderà il successo di ogni sua attività online.

Quando parliamo di motore di ricerca, intendiamo un sistema che si basa su un algoritmo, cioè un insieme di formule statistico-matematiche, che per ogni richiesta dell’utente restituisce un elenco di risultati ordinati per importanza.

La SEO dipende strettamente dal funzionamento di un motore di ricerca: non esiste l’una senza l’altro. Ecco perché è così importante capire cosa sono e come interagiscono, al fine di poterli sfruttare al meglio per la propria azienda.

In questo approfondimento parleremo principalmente di Google perché è di gran lunga il motore di ricerca più diffuso al mondo. Ma ce ne sono molti altri, tra quelli diffusi sul globo come Bing, e quelli che detengono importanti quote di mercato in alcune grandi nazioni, come Baidu in Cina, Yandex in Russia e DuckDuckGo negli Stati Uniti.

Indice dei contenuti

Prima di passare alla spiegazione di come funziona un motore di ricerca, facciamo un passo indietro.

Fare SEO significa creare e/o modificare ogni contenuto e pagina del proprio sito web, con l’obiettivo di migliorarne il posizionamento organico.

Il posizionamento è l’ordine con cui Google mostra i risultati di ricerca per una qualsiasi domanda che gli pone l’utente (digitando qualcosa sulla stringa di ricerca).

È organico quando non si tratta di annunci a pagamento (SEM), che lavorano su un sistema di aste, ma si basa sull’algoritmo di Google.

Per comprendere al meglio cosa si intende per posizionamento, fai una ricerca online qualsiasi ma, stavolta, osserva attentamente il risultato.

Vai su Google e digita la parola “mare”. Otterrai una serie di risultati che compongono la Serp (Search Engine Results Page). In alto, subito sopra al primo risultato di ricerca, Google ti mostra anche quante pagine ha trovato online, che contengono la tua query di ricerca, cioè “mare” e il tempo che ha impiegato per recuperarle tutte (in genere meno di un secondo).

Da utente, pensa a quante volte fai una ricerca su Google e quante di queste scorri oltre la prima pagina. Di solito, nessuno lo fa.

La prima pagina è l’unica che viene presa in considerazione, in particolare le prime 3 posizioni sono quelle che si accaparrano la maggior parte dei click e dei visitatori.

Ecco perché è così importante il posizionamento organico e capire come arrivare in prima pagina.

Continua a leggere per scoprire di più sull’argomento, grazie agli approfondimenti del tuo consulente SEO.

Ma come fa Google a tirare fuori questi risultati dal numero totale di pagine che sono online e, soprattutto, a dargli un ordine?

Cerchiamo di capire come funziona un motore di ricerca:

Google funziona tramite 1 algoritmo, che svolge 3 attività diverse, l’una strettamente legata all’altra: CRAWLING, INDEXING, RANKING.

Crawling

Per prima cosa, l’algoritmo di Google esegue l’attività di crawling. Parte tutto da qui.

Il crawler (detto anche robot, bot o spider) parte da una pagina web, la scansiona e segue tutti i link che trova al suo interno.

Questi link lo portano sia su altre pagine dello stesso sito web che su altri siti e questa attività che il crawler svolge all’infinito ramificandosi sempre di più (ecco perché “spider”, perché crea una rete come quella di un ragno) è detta Discovery perché va letteralmente a scoprire il web.

Già da qui si può comprendere l’importanza della link building, sia interna che esterna al proprio sito. La link building consiste nel posizionare strategicamente dei link all’interno di ogni pagina.

Se il crawler, seguendo i link delle pagine in cui approda, giunge più volte su una determinata pagina, capisce che che si tratta di un contenuto importante, di valore.

Indexing

Altro discorso vale per l’Indexing. Per capire come funziona un motore di ricerca, devi sapere che Google crea un indice con tutte le pagine che il crawler incontra nella sua attività di Discovery.

Per poter ritrovare i contenuti all’interno di un indice così grande, Google si “annota” delle informazioni importanti che ricava direttamente dal testo e dai metadati.

Tramite le tecniche SEO, possiamo indicare a Google quali sono le parti importanti di ogni singola pagina che creiamo, così da permettergli di inserirla nell’indice nella giusta posizione e con delle corrette informazioni a corredo.

Dedicheremo un altro approfondimento a questo aspetto così vasto e complesso. Per il momento, concentriamoci sul comprendere il funzionamento generale di un motore di ricerca.

Ranking

L’ultima fase è quella di ranking. Senza questa fase, noi utenti di Google potremmo ottenere soltanto un indice infinito di pagine, senza un ordine e essere in grado di ricavare le informazioni che cerchiamo.

Il vero valore che ogni motore di ricerca porta agli utenti è proprio quello di mettere tutti questi contenuti in ordine.

Il ranking non è altro che un punteggio che permette a Google di ordinare le pagine dalla migliore alla peggiore, attraverso la valutazione di diversi parametri.

L’obiettivo di Google è quello di premiare, con un punteggio più alto, le pagine che rispondono meglio alla domanda dell’utente, che sono più pertinenti e rilevanti per la ricerca effettuata.

Google stesso ha dichiarato che i fattori di ranking sono oltre 200 e non ha mai pubblicato un elenco completo. Studi ed esperienze varie hanno permesso di individuarne molti ma nessuno (tranne Google) sa qual è il peso di ognuno all’interno dell’algoritmo.

Sappiamo, però, che il comportamento degli utenti sul nostro sito web è tenuto in considerazione da Google. Se gli utenti apprezzano le nostre pagine, allora anche Google farà lo stesso. Ecco perché puntare sulla SEO, magari aprendo un blog aziendale, può essere una mossa vincente per il tuo business.

Adesso che hai compreso come funziona un motore di ricerca (o almeno così ci auguriamo) puoi capire che la Serp è solo la punta dell’iceberg di tutto il lavoro svolto continuamente dall’algoritmo.

Il risultato di questo complesso meccanismo di regole, fattori e pesi diversi è la Serp.

Riportandolo alla pratica, per ogni query di ricerca (cioè per ogni domanda che poniamo a Google tramite la barra di ricerca) Google ci propone come primo risultato nella Serp quello che reputa più utile per trovare una risposta.

Anche il secondo potrebbe riportare informazioni utili ma, sempre secondo Google, è leggermente meno adatto a ciò che stiamo cercando, e così via fino alla fine dei risultati della Serp.

Tornando all’esempio di prima, digitando la query “mare” il primo risultato che ci mostra è, secondo l’algoritmo, quello più completo, pertinente, rilevante e approfondito. E all’interno di quella pagina possiamo trovare esattamente ciò che cerchiamo.

L’utilità del ranking è proprio quella di rendere più veloce la ricerca di una risposta in base alla nostra domanda, selezionando direttamente le migliori pagine dall’indice creato dall’algoritmo.

La parte più lunga di tutto questo meccanismo è, invece, il crawling proprio a causa dell’altissimo numero di pagine che ci sono attualmente sul web e che aumentano ogni giorno.

Il crawler lavora ciclicamente. Finito un giro su tutte le pagine, rinizia da capo seguendo di nuovo tutti i link e trovando nuove pagine. In questo modo il crawler potrebbe impiegare anche diversi mesi a ripassare sul nostro sito e ad accorgersi che ci sono nuove pagine.

Noi, però, possiamo “addestrare” il crawler a passare più spesso sulle nostre pagine. Come? Abbiamo due scelte a disposizione e, il nostro consiglio, è quello di metterle in pratica in contemporanea:

  • creare regolarmente nuovi contenuti e aggiornare quelli esistenti. Se il crawler passa due volte in un mese sul nostro sito e ogni volta trova tutto invariato, non passerà più il mese successivo ma, probabilmente, inizierà a passare più raramente.
    Invece, se ogni volta trova qualcosa di nuovo, sarà portato a tornare più spesso sulle nostre pagine per registrare i cambiamenti.
  • utilizzare una Sitemap. Si tratta di un file con estensione .xml che contiene l’insieme di tutte le pagine presenti sul sito. Ogni volta che viene creata una nuova pagina, possiamo inserirla sulla Sitemap e inviarla a Google. Informando il motore di ricerca che su quel sito web c’è qualcosa di nuovo, richiameremo di nuovo il crawler a passare di lì per inserire gli aggiornamenti nel suo indice.

Con Google Search Console è semplicissimo inviare la Sitemap a Google e far fare una nuova scansione del sito web. Tramite questo tool possiamo anche vedere quante volte il crawler visita effettivamente il nostro sito.

Dal complesso meccanismo che sta dietro alla SEO, si può capire come mai si parli sempre di una strategia di medio-lungo periodo. Il crawler, infatti, impiega del tempo a passare sul nostro sito web, a registrare tutti i cambiamenti e a valutarli attribuendogli un punteggio.

Inoltre, per rafforzare la nostra autorevolezza è necessario produrre molti contenuti e che questi siano apprezzati dagli utenti che ci trovano in rete.

Quindi, per valutare se una strategia SEO ha funzionato o meno, sono necessari come minimo 6 mesi se non addirittura un anno.

Il vantaggio di una strategia di questo tipo, è che i risultati sono davvero duraturi. Ne abbiamo già parlato in un approfondimento dedicato alla SEO: significato e risultati che puoi aspettarti.

Una volta che un sito web acquista autorevolezza agli “occhi” di Google, difficilmente la perderà, a meno che non si compia qualche passo falso come l’adozione di qualche “trucchetto” allo scopo di ingannare gli algoritmi e forzare il posizionamento.

Stai per aprire il tuo sito web e desideri iniziare fin da subito il lavoro sulla SEO attraverso un blog di settore?